11/13 Marzo 2000 - Gita pellegrinaggio della nostra comunità a Roma in visita al Santo Padre
Chi l'avrebbe mai detto? Il nostro piccolo anonimo coro che canta davanti (o meglio dietro) al Papa! Quando? E' successo domenica 12 marzo. Se vi siete persi l'avvenimento in televisione (non che si vedesse un gran che, a dire il vero...inquadravano sempre un omino vestito di bianco...) niente paura! Sono qui per raccontarvelo in quelli che per me sono gli aspetti più significativi.
La nostra corale, accompagnata da una piccola schiera di amici e parenti, è partita alla volta di Roma per una tre giorni (da sabato a lunedì) all'insegna del turismo, ma soprattutto della spiritualità. Eravamo quasi un centinaio di persone in tutto, pronti a partire, su due pullman, alle cinque di sabato mattina: i più piccoli (se non consideriamo l'ormai nato Federico, che al tempo della gita se ne dormiva tranquillo nel pancione della Sara) erano Cecilia e Alessandro, 2 anni; i più anziani...per rispetto non lo diciamo! State tranquilli che, comunque, erano persone che hanno già raggiunto l'età della pensione e dei giri al parco coi nipoti.
Quest'occasione unica è nata dalla mente inquieta di Primo che, invece di dormire, passa le notti a trovare nuove idee per coinvolgere noi, poveri coristi "fai da te", in iniziative sempre più balor...ehm, stimolanti! Non montiamoci la testa, però: è giusto ricordare che siamo andati davanti al Santo Padre solo in qualità di coro di supporto; abbiamo guidato l'assemblea cantando insieme a molte altre persone, mentre il coro principale era, invece, quello della Cappella Sistina. Non per questo, comunque, l'esperienza è stata meno forte e intensa.
Passiamo allora alla cronaca.
Dopo un sabato passato a fare i turisti, siamo arrivati la domenica a San Pietro alle ore 8,30: all'esterno era tutto un brulicare di guardie, di controllori con le ricetrasmittenti, di posti di blocco, di percorsi obbligati; i pass tenuti sempre in bella vista. All'interno la basilica era già gremita mentre numerosi preti, chierici, diaconi e altri del genere (come si capisce, non me ne intendo molto di gerarchie ecclesiastiche) stavano facendo le prove per l'imminente celebrazione.
Ci ha accolto suor Cecilia (si chiama come la patrona dei musicisti...sospetto sia un nome d'arte!), colei che poi ci dirigerà durante la Messa. Suor Cecilia è una personcina secca e con grandi occhi azzurri, con una voce che rende onore al ruolo che occupa (fà parte dell'ufficio per le celebrazioni del Santo Padre o roba del genere) e una simpatia inaspettata: non ha fatto altro che scherzare e sdrammatizzare per tutto il tempo, ci ha messi subito a nostro agio. Riporto questo perché la cosa mi ha colpito molto: è sembrata una suorina uscita da uno dei nostri asili (non pensate a suor Fidelia, però!), semplice e padrona della situazione, una figura certamente insolita (almeno per l'idea che avevo io del Vaticano) in mezzo ad un ambiente pomposo e reverenziale di prelati, cardinaloni e porporati.
Poi è arrivato il coro della Sistina, composto esclusivamente da uomini; le voci femminili sono sostituite da un gruppetto di bambini. E' un coro non numeroso, ma molto solenne (certo che le chiacchiere, prima della celebrazione, le facevano anche loro, soprattutto i bambini...tutto il mondo è paese!).
All'improvviso un applauso si è levato all'esterno, le prove interrotte e tutti in posizione: il Papa era arrivato, il momento più atteso ed emozionante. La "Papamobile" ha fatto un giro della piazza, poi è entrata nella basilica tra gli applausi e il canto iniziale. Di tutto questo, purtroppo, il coro ha visto ben poco (gran bella invenzione gli altari maggiori, anche se del Bernini!), gli altri del gruppo che "sedevano" davanti, in mezzo ai fedeli, certamente un po' di più.
Il Santo Padre ha poi cominciato a parlare e la celebrazione ha avuto inizio. E che celebrazione! Con tutte le possibili domeniche, siamo finiti a Roma proprio in occasione della "giornata del perdono", un appuntamento storico in cui la Chiesa, nella figura del Sommo Pontefice, ha chiesto perdono per tutti gli errori commessi in passato dai suoi figli in nome della fede.
Finalmente, all'offertorio, Giovanni Paolo II si è portato dietro l'altare per la celebrazione del rito eucaristico rendendosi così visibile: era a venti metri da noi! La sua figura era visibilmente curva, tremolante, incerta, ma la voce era forte e chiara, molto più chiara di come sembra in televisione, dove a volte non si capiscono le parole.
Al termine della messa il Papa è venuto verso di noi per stringere la mano a Primo e per farci i complimenti, ripromettendosi di fare visita a Bagnolo tra un viaggio e l'altro, per sentirci ancora cantare e magari per mangiare in bocciodromo due pezzi di gnocco fritto con don Pasquino. Ci ha salutati con una pacca sulla spalla a Primo, ha raccontato una barzelletta in polacco e.....cominciate ad avere forti dubbi sulla veridicità di quanto ho scritto? Bravi, fate bene...!!! In realtà, dopo la celebrazione, il Papa è uscito per l'Angelus, ma sarebbe stato certamente meraviglioso se fosse accaduto davvero. In compenso però suor Cecilia, rimasta evidentemente soddisfatta (soprattutto dalla sezione maschile!), ci ha chiesto di tornare (stavolta è la verità).
L'ultimo giorno è passato all'insegna della spiritualità con un sano pellegrinaggio giubilare alle quattro Basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore. Ci ha accompagnato il nostrano don Ghirelli, che in quel periodo stava studiando Arte Sacra a Roma. Quattro porte Sante, dunque, e quattro momenti di preghiera per chiedere il perdono dei peccati e l'indulgenza. Quello che colpisce è la maestosità di queste Basiliche: si potrebbero percorrere le navate centrali in macchina tirando fino alla terza marcia!
Infine sorpresona finale (Primo non ha proprio badato a spese)!!! Nell'ultima Basilica (S.Maria Maggiore) abbiamo incontrato nientepopodimeno che il vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Gibertini. Qui ha avuto luogo la processione per il bacio dell'anello (il signor Enrico in testa, seguito a breve distanza da Licinio, mentre la Silvana, smarcando Michele, arriva per terza...poi via via gli altri) e un momento di riflessione (per fortuna breve, conoscendo la sua verbosità) sul tema...sinceramente non ricordo (mi sembra si trattasse del Giubileo).
Credo non resti nient'altro da dire se non...
...ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA GITA!! (perchè state tranquilli che, in queste notti di primavera, la mente feconda di Primo sta già partorendo nuovi esperimenti da testare su noi poveri coristi ignari. Primo, fa' come vuoi, ma per favore la bicicletta la prossima volta lasciala a casa o perlomeno risparmiaci Davide e i suoi bisogni fisiologici urgentissimi!!!).





