31 Maggio / 2 Giugno 2008 - Canto, Prosciutto, Parmigiano e Lambrusco: la Corale in Germania
Andare in Germania ad assaporare la cucina emiliana non capita tutti i giorni. A noi è successo, visto che quando si parla di tavola sappiamo farci intendere!
L’occasione è stata dal 31 Maggio al 2 Giugno 2008 per ricambiare le visite che la parrocchia di Lauterbach, capitanata dal mitico don Heinrich, ci aveva fatto negli ultimi anni. Bisogna sapere che don Heinrich, punto di riferimento del nostro don Giovanni durante la giornata mondiale della gioventù di Colonia, è canonico della Basilica di S.Prospero di Reggio Emilia ed è innamorato della cucina italiana, in modo particolare di lambrusco-parmigiano-prosciutto (dagli torto...). Quindi non perde occasione per fare visita alla nostra città e fare “provviste per l’inverno”, spacciandole per visite “canoniche”...
Il nostro viaggio è partito in pullman, ma per la prima volta nella nostra storia è stato in direzione aeroporto (di Bergamo) e non per una sfacchinata su 4 ruote, grazie alla perfetta organizzazione di Andrea che si era dato da fare per mesi per prenotare tutti i biglietti on-line. Per alcuni è stato il primo viaggio aereo in assoluto, per altri l’ennesimo, per tutto il coro sicuramente un’esperienza nuova: andare in Germania in aereo a fare un concerto.
La partenza prima dell’alba stavolta non ha riservato sorprese: nessun ritardatario, nessun bagaglio lasciato a casa...niente di niente. Per una volta. Strano.
Viaggio perfetto, sia in pullman che in aereo, e arrivo a Francoforte dopo circa 8 ore, dove ci attendeva don Heinrich. Da qui un altro paio d’orette in pullman fino alla meta finale, tra pianure verdissime e boschi immensi, mentre il don ci indicava (in “perfettibile” italiano) le nostre destinazioni in famiglia e sfoggiava già il suo umorismo che ci avrebbe accompagnato per tutto il week-end.
Qualche preoccupazione è nata mentre ci diceva che praticamente nessuna famiglia a parte un paio parlava inglese, né tanto meno italiano, che sommandole al solo paio di persone tra noi che parlavano tedesco dava da pensare sul come avremmo fatto a capirci con le famiglie. Invece è veramente strano come alla fine ci si riesca a capire lo stesso, con un gesto, una parola in dialetto, in inglese, in italiano e qualunque altra cosa venga in mente nel momento del bisogno.
Arrivati in paese, qualcuno è stato lasciato a Lauterbach, altri sono stati portati nel vicino paese di Schlitz. Qualche convenevole in famiglia, si è fatto conoscenza, pranzato “alla tedesca” anche se erano le 15.00, poi qualche ora di relax in preparazione al concerto della sera.
Ci attendeva il “Concerto italiano” nel Palazzo “Hohhaus” di Lauterbach. Repertorio rigorosamente operistico, in quanto nel paese i cattolici sono la minoranza e i protestanti la fanno da padroni, quindi per attirare pubblico “bi-partisan” il don aveva optato per questa linea. Che si è rivelata vincente, in quanto il folto pubblico (qualcuno addirittura è rimasto escluso per ragioni di capienza) ha apprezzato alla grande la nostra performance ed in particolare quella di Sara, protagonista di arie di Monteverdi, Scarlatti, Rossini, Giordani, Verdi, Ferilli, tra cui è spiccata l’interpretazione di “Caro mio ben”. E il don gongolava per l’ottima riuscita della serata...
Prima e dopo il concerto ecco il menù italiano: parmigiano, vino e prosciutto da degustare a mò di aperitivo.
A seguire cena nei locali della parrocchia insieme alle famiglie ospitanti. L’occasione è stata buona anche per festeggiare il 40° compleanno di Primo, che purtroppo poi la mattina seguente ci avrebbe lasciato per tornare a Bologna per un concerto, lasciandoci nelle mani del don. Chissà come mai, pur senza parlare una parola di tedesco, i vari Virginio, Andrea e Alfredo sono riusciti come sempre a sollevare grasse risate tra le donne del luogo per tutta la cena.... E come mai anche il dottore si è lanciato in un canto a squarcia gola di “O sole mio”??? Sì, direi che il vino ha avuto la sua importanza...
Comunque la serata è trascorsa in piena allegria, creando quel clima gioioso e festante che fa la fortuna di queste trasferte.
Il mattino dopo eccoci ad animare la Messa a Schlitz, in cui il don si è dimostrato essere anche un fantasista e all’omelia stranamente ha preferito ascoltare ancora alcuni nostri canti. Bella la Messa, suonata in parte dall’organista locale e cantata quindi dall’assemblea, e in parte da Lollo (chiamato a sostituire Primo) che accompagnava il nostro coro. Un po’ fuori programma la richiesta post-Messa del don di cantare “Va pensiero”, ma tant’è....ci chiamano anche per questo! Complimenti comunque a Lollo che ha letteralmente improvvisato all’organo un canto che mai aveva suonato neanche tra le mura domestiche!
Al pranzo in famiglia ha fatto seguito un giro turistico di Fulda, grazie a due guide che ci hanno illustrato le meraviglie della cittadina. E infine, al ritorno visita guidata alla distilleria di Schlitz (accolti con fiumi di grappa!) che è un po’ il fiore all’occhiello dell’artigianato locale, in quanto produce liquori di svariati tipi ma sempre di altissima qualità.
Dopo la visita siamo stati ospitati sempre nella distilleria per una cena a base di...?!?! Prosciutto, parmigiano, lambrusco e...stavolta pizza! E non è mancato un assaggio di circa 15 grappe diverse. Sarà stato per questo che ad un certo punto hanno preso le redini della serata Virginio con l’armonica, e Alfredo e Alfeo coi loro canti di montagna...
Tra una grappa e l’altra è arrivata l’inattesa notizia: nonostante il largo anticipo che si era preso, Primo era ancora all’aeroporto in attesa della partenza e rischiava seriamente di arrivare a Bologna in ritardo per il concerto. Un vero peccato. Soprattutto perché poi è successo davvero: è arrivato con una mezz’oretta di ritardo e stavolta i bolognesi si sono comportati da tedeschi, quindi niente sconti e concerto senza Primo!
Il mattino del 2 Giugno, dopo la colazione in famiglia, eccoci in partenza verso casa con tappa a Mainz (Magonza), partendo dalla visita al Duomo dove in teoria ci aspettava il Vescovo ausiliare Dr.Neymeyer. “In teoria”, perché forse siamo arrivati in ritardo di qualche minuto e lui, da vero tedesco, all’ora pattuita s’è dileguato. A conferma che i tedeschi sono puntualissimi! Quindi per riparare al mancato incontro col Vescovo ci siamo dilettati in un paio di canti, guidati da Lollo, allietando (o guastando...?) la quiete dei turisti che come noi ammiravano le bellezze architettoniche del Duomo.
Dopo un paio d’orette di libertà all’aria aperta, chi in giro per negozi (le donne), chi con le gambe sotto la tavola di un bar col boccale in mano (gli uomini), abbiamo fatto appena in tempo a tornare al punto di ritrovo col pullman che dopo poco si è scatenato un nubifragio incredibile. Quando si dice la fortuna sfacciata!
Così siamo partiti alla volta dell’aeroporto, portandoci dietro le risate, le battute del don, i fiumi di grappa e vino e i sapori della cucina emiliana.
A Bagnolo ci aspettava il gran Maestro, forse curioso di sapere cosa si era perso nei 2 giorni in cui ci aveva lasciato. Peccato per lui, ma forse è stato meglio così, perché siamo sicuri che per togliersi questa curiosità organizzerà presto un’altra trasferta oltr’alpe.





