2/4 Giugno 2007 - La Corale in Austria
Le premesse
Dopo 5 anni dall'ultimo sconfinamento oltr'alpe, la corale, con al seguito strumentisti e accompagnatori, si rimette in viaggio per un’interessante iniziativa. Lo scopo principale è quello di raccogliere fondi da destinare ai bambini di Cernobyl, che sono ospitati nel territorio di Lacken (Linz) grazie alla perfetta organizzazione di Veronika Pernsteiner.
In secondo luogo si rende possibile nuovamente l'incontro tra due comunità saldate nell'amicizia da anni di collaborazione. Da ultimo, godere del bellissimo clima che si crea in queste occasioni tra gli stessi coristi, i musicisti e le famiglie. Chiusi nella scatola viaggiante si condivide il tutto e questo rinsalda fortemente le amicizie.
Per la prima volta nella decennale storia delle gite corali abbiamo l'onore di essere accompagnati dal nostro parroco don Giovanni, che si dimostra un girovago navigato e un pastore nel vero senso della parola. Il programma, concordato con largo anticipo grazie alle eccellenti traduzioni di Paola, prevede il concerto nella chiesa del Sacro Cuore di Wels (40 km a sud di Linz) sabato sera 2 giugno, il giorno successivo la messa nella chiesa di FeldKirchen (paese adagiato sulle sponde del Danubio) e il concerto organistico nella famosa abbazia di S.Florian, in cui è sepolto Anton Bruckner. Per preparare i rispettivi programmi, le prove del coro e dell’ensemble sono culminate nell’esecuzione del repertorio davanti al pubblico bagnolese la sera del 31 maggio, serata di chiusura del mese mariano. In quella occasione, oltre alle raccomandazioni di tipo musicale, il maestro (come sempre) si era raccomandato sulla puntualità e sulla integrità dell’abbigliamento da concerto: in particolare foulard (donne) e cravatte (uomini).
Comincia l’avventura
Parole Sante! Il sabato mattino alle 6 nel piazzale tutti presenti eccetto la Silvana; puntuale più di lei non c’è mai nessuno ma la sveglia quel mattino non è dalla sua. Inoltre, fortunatamente prima della partenza, Vittorio si accorge di aver lasciato a casa l’unico documento valido per l’Europa! Questa trasferta miete vittime ma siamo solo all’inizio. Il bus si mette in moto in direzione Brennero, il tempo è variabile e alla guida abbiamo il nostro amico Flavio, ormai autista ufficiale della corale anche per essere nientepopodimeno che diplomato in Bassotuba. Mica da tutti! Qualcuno chiacchiera, qualcuno legge il giornale...qualche suoneria del telefono ci annuncia due messaggi di augurio che arrivano dalla Celina (a casa con la piccola Greta) e da Maria (che all’ultimo ha dovuto dare forfait per un malore di Lorenzo): “Un saluto a tutta la Corale: tenete alto il nostro nome e non mangiate troppi wurstel”; “ In bocca al lupo ci dispiace non essere dei vostri, ma ci saremo con il pensiero”.
Passiamo il confine e qualche rallentamento ci costringe a velocizzare la pausa pranzo; dobbiamo assolutamente essere in chiesa per le prove alle 14 e non vogliamo fare la figura “dei soliti italiani”. Infatti, purtroppo arriviamo in ritardo: il tempo è poco, la chiesa splendidamente immensa e imbastiamo velocemente una prova di assestamento. Di nuovo in bus per raggiungere Hartkirchen, il nostro campo base: c’è chi va in B&B, chi è ospitato in famiglia. Il tempo continua ad essere infausto ma la perfetta organizzazione ci aiuta e rimane solo il tempo per una doccia, poi di nuovo in bus per il concerto.
Wels
Il pubblico inizia ad entrare, ma riempire la Herz-Jesu Kirchen, nonostante il carattere benefico della serata, è davvero difficile. Il concerto inizia con il quartetto SiviS che esegue Mozart, la seconda parte corale è dedicata alla musica italiana: Monteverdi, Martini e Vivaldi. Gli ascoltatori sembrano apprezzare le sonorità degli strumenti, la dolcezza della voce di Sara, la potenza della voce della Corale ma in pochi sanno il curioso retroscena del concerto. Dice l’adagio che le meraviglie attaccano e questa volta l’unico ad aver dimenticato qualche pezzo d’abbigliamento è il maestro: “solamente” i pantaloni. Nel disorientamento generale inizia il concerto e il parroco della chiesa corre in aiuto dell’incredulo direttore. Trova un paio di pantaloni della giusta taglia e del giusto colore: complimenti al guardaroba! Alternative non ce n’erano: o un saio dalla sagrestia, o mutande!
Dopo aver così toccato il fondo le sorti della gita prendono tutta un'altra piega. I complimenti del concerto, l’abbondante cena e la stanchezza fanno sì che tutti cadano in un profondo sonno.
Feldkirchen
All’indomani tutti i coristi sono puntuali alla messa della comunità: tutti eccetto qualche voce che ha “deciso” di rimanere a letto. Concelebra il nostro don Giovanni, al quale viene affidata la proclamazione del Vangelo in lingua italiana. Presiede l’anziano sacerdote coadiuvato dal un giovane laico che addirittura legge l’omelia. Segni di una chiesa che ha bisogno di pastori ma che trova nel ministero laicale un prezioso contributo. Tutti colgono un'altra differenza con la nostra assemblea domenicale: il silenzio e l’ordine. Tant’è che il mitico don John pensa quasi a pizzicottare un chierichetto per vedere se sia vivo!!! Per il dopo messa il coro del paese (nostro gemello) ha preparato una modesta colazione: in realtà è un pranzo di nozze...complimenti! Ma anche la nostra “Associazione Corale S.Francesco da Tavola” quando si mette all’opera non scherza.
A questo punto le strade si dividono: alcuni musicisti rientrano in Italia, il maestro con alcuni collaboratori raggiunge l’abbazia di S.Florian per provare l’organo, mentre i coristi visitano Linz prima di giungere alla medesima meta.
Linz - S.Florian
In realtà, dato il solito ritardo, non si fa altro che “passare” per Linz, intravedendo dal bus la famosa piazza, per poi dirigersi verso una meta più gradita ai bambini: il (chisseloricorda il nome???) parco sotterraneo dei divertimenti e della popolazione ricca di draghi e anfibi. Parcheggiato il bus davanti alla sede dei Vigili del Fuoco (e che S.Barbara ci protegga...), ci incamminiamo verso questo luogo ameno, non senza ammirare dalla collina il magnifico (e piovigginoso) paesaggio del Danubio. Il coro e gli strumentisti meno seri rimasti (quelli, per intenderci, che non hanno accompagnato il maestro nelle sue prove...) hanno modo di scorrazzare con il trenino in mezzo a improbabili personaggi fiabeschi (alzi la manina chi li ha riconosciuti tutti, ma proprio tutti!!) e attraverso la riproduzione in scala, guarda un pò, della piazza di Linz (con venditore di wurstel annesso). Al termine di questa gloriosa visita risultano smarriti un berretto e una macchina fotografica, ma gli acquisti effettuati superano di gran lunga le perdite, a causa del negozietto di cianfrusaglie che chiude il percorso...
In tutta fretta ci si dirige verso l'abbazia di St.Florian, che ci attende in tutta la sua magnificienza. La prontezza della nostra traduttrice/tour-operator Paola ci permette di visitare l'immenso complesso architettonico dividendoci in due gruppi, con due guide munite di un mazzo di gigantesche chiavi da far invidia a S.Pietro in persona! Le chiavi servono per aprire e chiudere gli imponenti cancelli che separano le varie ali dell'abbazia, cosa che intimorisce non poco il gruppo, che si sente in dovere di rimanere sempre ben unito...onde evitare dispersi segregati chissà dove. Ma la visita è condotta in tempi brevi rispetto a ciò che realmente meriterebbe: il tempo stringe e il concerto si avvicina. Meglio andare velocemente a salutare Bruckner nella cripta e a chiedergli una piccola raccomandazione per chi deve suonare al piano di sopra; poi ci si sposta all'interno della maestosa chiesa. La vista dell'organo lascia tutti senza fiato, soprattutto considerando le minuscole sagome di Primo, Corrado e Lorenzo (che minuti minuti non sono) al confronto della mole dello strumento.
Il concerto
“Deo nostro sit iucunda decoraque laudatio”: “E’ bello cantare al nostro Dio, dolce è lodarlo come a Lui conviene”.
Ancora prima di sentir vibrare le canne dell’organo gli occhi, ammirati, si perdono a leggere gli innumerevoli riferimenti alla lode musicale a Dio presenti nell’ornamento della cassa dello strumento e nelle opere d’arte presenti in tutta la chiesa. L’inizio del Salmo 146, scritto su alcune tavole sostenute da figure femminili presenti tra i fregi dell’elegante cantoria, è la sintesi più efficace del clima del concerto tenuto dal maestro Primo sul nobile e famoso strumento di Bruckner, nella Collegiata dell’abbazia di S.Florian. Qui tutto è immenso e armonioso, gli spazi, i volumi, il ritmo delle architetture. Gli occhi gioiscono e l’orecchio attende. Saliamo per la rampa di accesso alla cantoria guidati dall’organista titolare...in silenzio...concentrati. Ecco l’organo, imponente e bellissimo. Qualche parola, sottovoce, per i dettagli tecnici poi, finalmente, il silenzio è rotto dalla voce possente dello strumento che, come sempre, mette a disposizione le sue ricchezze nelle mani e nel cuore di chi lo suona. Tre ore di prova per l’organista e il registrante, alla ricerca di timbri, di sonorità, di volumi “giusti” per il programma scelto, brevi cenni d’intesa poi un appunto a matita sullo spartito. Chi ha il compito di scattar foto si diverte ad ascoltare e a osservare, muovendosi silenzioso tra stucchi e ori preziosi, pronto a vibrare in armonia con le canne quando il “ripieno” dell’organo arriva a scuotere tutto il corpo. Mentre la musica di Bach risuona nella grandiosa navata e il tempo sembra sospeso, gli occhi tornano a cercare: ...ecco quattro angeli che suonano la tromba seduti sui capitelli delle colonne...alzi appena lo sguardo e al centro l’organista è impegnato mani e piedi a dar voce all’opera del grande Cantor di Eisenach...poco sotto, in due rilievi ovali sopra gli archi laterali della cantoria, due putti fanno musica con timpani e trombe. Adesso tutto suona. Il lungo accordo finale del concerto conferma la tradizione: anche oggi il possente suono dell’organo di Bruckner, con le sue 7386 canne, è fonte di gioia per coloro che lo hanno ascoltato. Grazie a Primo e grazie alla Musica. Ha ragione il salmo: “E’ bello cantare al nostro Dio, dolce è lodarlo come a Lui conviene”.
Anche oggi la giornata è lunga; dopo il concerto la grigliata, e dopo ancora un alternarsi di esecuzione di canti popolari italiani e austriaci. La serata, essendo l’ultima, è l’occasione per lo scambio dei reciproci doni: Veronika, anche a nome dello staff austriaco, ci regala una tempera rappresentante la chiesa di Pesenbach (alluvionata nel 2003 dal Danubio, alla quale per il restauro dell’organo ha contribuito anche la nostra corale). Don Giovanni invece dona a Veronika la stampa del quadro dell’omaggio floreale a Maria, il cui originale è nella nostra chiesa. Un momento di ilarità scoppia quando ringraziando le famiglie ospitanti a don Giovanni sfugge un “Ringraziamo i nostri amici tedeschi”. Il don è più che scusato visto che è stato l’organizzatore e la guida dei tanti pellegrini reggiani in partenza per Colonia 2005 ad incontrare papa Benedetto XVI per la giornata mondiale della gioventù...lapsus freudiano...
Di nuovo tutti a dormire, tutti tranne Giovanna e Jolanda. Per smaltire la cena pensano di farsi una passeggiata, ma trovare la via del ritorno è tutt’altro che facile ed una volta arrivate trovano l’albergo già chiuso!
Sulla strada del ritorno
Il mattino seguente ci ritroviamo nella chiesa di Hartkirchen per una preghiera finale, per un ringraziamento dei tre giorni appena vissuti, per ringraziare ancora gli amici austriaci e per dare loro il nostro arrivederci. Noi li aspettiamo a Bagnolo, loro ci aspettano nel 2009 quando Linz sarà capitale della cultura e il nostro coro sarà chiamato a cantare con colleghi austriaci e lituani.
Il pulmann si muove in direzione sud. Decidiamo di fare sosta a Innsbruck e a malincuore salutiamo dal finestrino Salzburg. Mentre le ruote macinano chilometri la matita imprime sullo spartito di Primo le impressioni, le emozioni e le sensazioni del concerto. Ancor prima di essere scritte nella partitura di Heiller sono impresse nel cuore. Ma l’Italia si avvicina. La breve sosta nella cittadina tirolese fa sì che la comitiva si divida in più gruppetti: c’è chi passeggia tra i palazzi imperiali, chi si infila nei musei, chi nelle chiese a rimirare i monumentali organi, chi fa shopping e chi si preoccupa del pranzo.
Di nuovo in bus per le ore di strada verso l’Italia. Tutti insieme, tutti entusiasti e questo entusiasmo traspare nei canti e nelle risate che riempono l’aria. Si condivide tutto il bello e il triste.
Purtroppo appena varcato il confine ci raggiunge una triste telefonata: Lorenzo, seminarista e organista, ci anticipa che il suo papà è salito al cielo. Il nostro pensiero va anche a Matteo, nostro tenore, e Davide, per questa altra prova che sono chiamati ad affrontare. Il clima si raccoglie in una intensa preghiera poi di nuovo in questo clima di grande amicizia.
Le luci della piazza illuminano i saluti, gli arrivederci e gli abbracci con i parenti. Come alla fine di qualsiasi gita scolastica, c’è la promessa di ritrovarsi al più presto, per essere pronti a ripartire e condividere questa bella esperienza umana, solidale e musicale.





