18/19 Marzo 2006 - Cantare per i poveri: la Corale a Firenze
L’annuale gita della Corale in quel di Firenze è stato un momento importante e come sempre aggregativo. L’occasione per cui siamo stati a Firenze è nata grazie all’organizzazione della nostra corista Prof.ssa Giovanna Radeghieri (il cui marito infatti è fiorentino).
L’ente con cui è in contatto, fondata da Giorgio La Pira nel 1934, si è sempre proposto di dare assistenza materiale e spirituale ai poveri, in particolare avvicinandoli alla chiesa di S.Procolo dando loro la possibilità di partecipare dignitosamente ad una celebrazione eucaristica. La Pira coinvolse in questo impegno molti giovani benestanti della città che si rinnovarono l’impegno di generazione in generazione anche dopo la sua morte.
La celebrazione liturgica che la Corale ha animato si è svolta nella Badia Fiorentina, una delle chiese più antiche della città, fondata nel 978 e divenuta famosa come “Chiesa di Dante” in quanto nel 1373 Giovanni Boccaccio vi fece la prima lettura pubblica della Divina Commedia; all’interno vi si trova anche un organo antico e molto prezioso.
La messa è stata partecipata da tanti fedeli: disadattati, barboni ma anche gente “normale” tra cui alcuni stranieri. Ad una prima occhiata strideva la divisa ufficiale del coro con le povertà non celate dei fedeli: due mondi non in comunicazione fra loro. Dopo la comunione sono stati benedetti numerosi cesti di pane, che è stato distribuito ai bisognosi al termine della celebrazione.
Ma ecco quel che non ti aspetti: al termine della messa gli organizzatori ci hanno chiesto di intrattenerci per cantare a mò di concerto. Lo scopo: dare a quelle persone pari dignità, non solo pane per sfamarsi, ma anche musica e canto per riempire i loro animi di quell’arte che, per la loro condizione, non sarebbero mai in grado di assaporare.
Il momento è stato davvero toccante: religioso silenzio, nessuno si muoveva, nessuno aveva fretta; tutti hanno ascoltato i brani proposti per sfociare in applausi e ringraziamenti ben oltre la formalità. Ecco che la divisa corale si è mescolata senza distanza con tanti abiti meno formali.





