7/8 Novembre 2009 - La Corale nella città di S.Francesco
Bagnolo ore 6 di sabato 7 Novembre 2009. L'aria pungente e il cielo stellato costringono al risveglio anche chi fino ad allora aveva agito solo per senso del dovere ad un impegno preso o per il senso di appartenenza alla corale.
Due pullman ci aspettano per accontentare le tante richieste: siamo in 98 dai 9 mesi agli 84 anni d'età. Peccato che l’influenza abbia costretto alcuni prenotati a rinunciare alla due giorni. Il viaggio verso Assisi è avvolto dalla nebbia, ma al nostro arrivo al piazzale Porta Nuova ci aspetta il sole anche se il cielo è percorso da qualche nuvolone grigio.
Un’atmosfera suggestiva e intima avvolge la città di Assisi. Tutto qui ci riporta indietro nel tempo, quando Francesco e Chiara si spogliarono delle proprie vesti e incominciarono una vita di assoluta penitenza e povertà. L’atmosfera dolce e serena che si respira in questi luoghi invita al raccoglimento e alla preghiera, un abbandono a Dio. E’ proprio visitandoli e immergendosi nella natura che li circonda, che si può immaginare come Francesco e Chiara abbiano vissuto. Se in una regione come l’Umbria ci sono stati tanti Santi, un motivo ci sarà sicuramente.
La prima tappa è l'Eremo delle carceri. Il maestro ci spiega che l'Eremo è distante come S.Tommaso da Bagnolo. Partiamo tutti a piedi, animati dallo spirito francescano, ma dopo i primi 500 metri ci accorgiamo che Primo si era dimenticato di dirci che la strada era tutta in salita! Così, mentre qualcuno cominciava a rinunciare allo spirito francescano per cercare di fermare i pulmini-taxi che scendevano dall'eremo, Primo era già arrivato là con alcuni coristi dal fiato molto allenato. E' proprio vero che il canto migliora la vita!
Iniziamo il nostro cammino non senza fatica...dall’Eremo delle Carceri, luogo amato da Francesco poiché qui si fermava assieme ai suoi compagni a meditare e fare penitenza, passando poi per la Porziuncola, semplice casupola dove Francesco iniziò la sua predicazione e dove elaborò la sua Regola. Suggestivo il pranzo al sacco con contorno di colori autunnali e della pace che ogni luogo francescano offre ai propri visitatori.
Ci rechiamo in Santa Maria degli Angeli dove, come una perla nelle valve dell'ostrica, è custodita la Porziuncola; poi un'altra sosta nella chiesa di Rivotorto costruita sul luogo in cui Franceso, con i suoi primi confratelli, scrisse la Regola Francescana per sottoporla all'approvazione di Papa Onofrio III, 800 anni fa (1210).
Ora la ritroviamo all’interno della maestosa Basilica di Santa Maria degli Angeli insieme alla Cappella del Transito, luogo dove Francesco morì. Poi Il Sacro Tugurio, custodito nel Santuario di Santa Maria di Rivotorto: proprio in queste piccole e misere abitazioni venne scritta la Regola.
Ripartiamo per sistemarci nelle camere, togliere i piedi doloranti dalle scarpe, cenare con appetito, dopo tutti quei su e giù per le strade di Assisi e tutte quelle preghiere affidate ai frati e alle suore che custodiscono i luoghi francescani. Il dopo cena prevede la partecipazione al musical "Chiara di Dio", scritto e diretto da Carlo Tedeschi al teatro Metastasio di Assisi; rimangono a casa i più piccoli e...quelli con più vesciche ai piedi! Il musical si rivela più lungo del previsto, ma molto coinvolgente soprattutto per le coreografie dei balletti e per le voci dei cantanti protagonisti. Qualche corista teme che il maestro Iotti possa fare paragoni umilianti, ma ciò non avverrà (solo per la correttezza del maestro!).
Il commovente recital su Santa Chiara mi ha fatto apprezzare ancora di più questa Santa e comprendere come era forte l’amicizia e l’amore fraterno che la univa a Francesco. Che bello passeggiare di sera nei vicoli di Assisi. Sembra di essere tornati indietro nel tempo. L’assordante silenzio mi fa cogliere il rumore del vento, delle foglie secche che cadono a terra, delle risate e chiacchiere in lontananza di gente che mai incontrerò; posso vedere le luci di tutta la pianura che si apre fino a Perugia e intanto dentro me risuonano queste note: "Intra Tupino e l’acqua che discende, del colle eletto del beato Ubaldo...onde Perugia sente freddo e caldo...per grave giogo Nocera con Gualdo...". Ad ognuno il proprio musical!
La domenica mattina ci svegliamo sotto una coltre grigia e una pioggia battente: destinazione la Basilica inferiore di S.Francesco. Il nostro coro, infatti, ha l'onore di animare la Santa Messa delle ore 10,30. Sotto le volte gotiche affrescate da mani sapienti, coi piedi che poggiano sul soffitto della cripta che custodisce le spoglie del Santo poverello, le voci e la musica della nostra corale avvolgono e vanno dritte al cuore dei fedeli di cui la basilica è gremita. Completiamo il rifornimento di bellezza con una visita alla Basilica superiore, non senza ricordare con gratitudine quanti l'hanno ricostruita dopo l'ultimo sisma.
Cantare nella Basilica Inferiore è stato uno dei momenti più eccitanti ed intensi di questo viaggio. Un’esperienza meravigliosa anche se riconosco questa cosa solo ora che siamo ritornati. Al momento ero troppo preoccupata a cantare e a farlo bene!
Era la seconda volta poi che il coro animava la celebrazione Eucaristica nella cappella inferiore della Basilica di S.Francesco, però l’entusiasmo e l’emozione che ho avvertito mi ha coinvolta al punto di sentire il cuore battere più forte.
A questo punto il gruppo si divide tra chi ha scelto il pranzo al ristorante, della ottima tradizione umbra, e chi ha preferito usare quel tempo per visitare con calma Assisi. Sarebbe meglio dire "chi avrebbe preferito..." perché sorella pioggia e fratello vento costringono molti a scegliere il ristorante. Peccato che il ristorante sia già pieno: i restanti si arrangiano, coraggiosamente, nei ricoveri offerti dalla città del Santo.
Il sole che il giorno prima ci aveva accompagnati fino al suo tramonto, aveva la domenica ceduto il suo posto alla pioggia e al vento. Come aveva ragione S.Francesco quando nel suo canto esaltava tutto ciò che il Signore aveva creato! Con l’ombrello aperto per ripararmi dalle intemperie ho ammirato le nubi che da un secondo all’altro cambiavano colore e forma. Guardando i monti lontani all’orizzonte le cime si erano coperte di bianco: “E’ la prima neve della stagione” mi sono detta.
Tra una piovuta e una spiovuta, nel pomeriggio riusciamo anche a visitare il convento di S.Damiano, luogo in cui S.Francesco compose il Cantico delle Creature e dove visse anche Santa Chiara fino alla morte. Poi visita alla chiesa di S.Chiara, chiesa che custodisce le spoglie della Santa accanto al convento di clausura delle clarisse. Poi alcuni di noi ritornano per un ultima visita S.Francesco per pregare sulla tomba e riammirare le splendide basiliche, prima di concedersi un po di sano shopping (naturalmente in stile francescano!).
Il tempo qui sembra che si sia fermato. Il silenzio e la pace regnano sovrani, si sente solo il lieve ticchettio della pioggia. Un frate molto giovane, passandomi accanto mi ha guardata negli occhi e, con una soavità mai udita prima, mi ha detto “Pace e bene”. Mi ha toccato. Nell’animo. In quell’istante mi sono sentita felicissima, amata. Nessuno che incontro normalmente mi ha mai fatto sentire così. Per un attimo ho rivissuto tutta la vita di S.Francesco in quelle parole, in quella voce, in quegli occhi. E non ho potuto fare a meno di interrogarmi, e di chiedermi “Cosa ci serve per essere felici? Non basta forse solo un po’ di amore?". L’interno della Basilica inferiore ad archi ribassati, ricco di decorazioni pittoriche, silenzioso, e soprattutto avvolto nella penombra, è molto suggestionante e intimo. Nella cripta è conservata la tomba del Santo e qui l’atmosfera è ancora più raccolta e profondamente mistica.
Alle 18 tutti sui pullman per il ritorno: chi col mal di piedi, chi con le scarpe inzuppate, chi con i capelli bagnati, ma tutti grati a chi ha voluto e organizzato questa due giorni, a S.Francesco e a Santa Chiara i quali, anche dopo 800 anni, continuano a richiamare ad Assisi e a parlare al cuore di uomini e donne di ogni età e nazione.
Il nostro viaggio si è concluso con il ritorno alle nostre case, non senza risate e divertimento quando sul pullman ci siamo messi a cantare. Avrò sempre un bellissimo ricordo di questi giorni che, anche se brevi, mi hanno permesso di distaccarmi dalla normale vita di tutti i giorni e di pensare un po’ di più allo Spirito: ho ringraziato il Padre per tutto ciò che ha creato e a noi donato.





